Negli ultimi decenni l’anestesia ha attraversato una trasformazione profonda. Tecnologie sempre più sofisticate, farmaci più selettivi, monitoraggi più avanzati hanno ridefinito il nostro modo di lavorare. Eppure, sotto questa superficie di innovazione continua, molte delle scelte che compiamo ogni giorno affondano le loro radici in concetti nati molto tempo fa. In un’epoca dominata dall’innovazione, non tutto ciò che è nuovo è migliore. E non tutto ciò che appartiene al passato è davvero superato. “Anestesia: Back to the Future” nasce da questa consapevolezza: fermarsi, osservare, rileggere. Non per nostalgia, ma per comprendere cosa meriti di essere mantenuto, cosa lasciato andare e cosa reinterpretato alla luce delle evidenze attuali. L’anestesia loco-regionale rappresenta uno degli esempi più emblematici di questo percorso, ma non l’unico. Una disciplina antica che, attraverso l’ecografia e l’evoluzione dei blocchi fasciali, si è trasformata in uno degli strumenti più potenti per una medicina perioperatoria personalizzata, per il fast track chirurgico e per la gestione del paziente fragile. Lo stesso percorso attraversa oggi molti altri ambiti dell’anestesia: farmaci storici riscoperti in nuove indicazioni, tecniche neurassiali rilette alla luce della medicina perioperatoria moderna, monitoraggi sempre più sofisticati che ci riportano a domande fondamentali su perfusione, coscienza e nocicezione, fino alla ventilazione e alla gestione delle vie aeree. Perché innovare non significa necessariamente sostituire ciò che avevamo, ma talvolta imparare a leggerlo con occhi nuovi. Attraverso lezioni, discussioni e casi clinici, il partecipante sarà accompagnato in un viaggio nel tempo dell’anestesia: dal passato alle evidenze del presente, per comprendere quali strumenti porteremo con noi nel futuro